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Sorbo domestico

Sorbus domestica L.

Specie dell’Europa meridionale presente allo stato spontaneo in tutte le regioni d’Italia salvo che in Valle d’Aosta e Lombardia. Un tempo la coltivazione della specie per i frutti commestibili, le sorbe, era molto diffusa: sono infatti ricchi di vitamina C e sorbitolo, un alcool utilizzato come sostituto dello zucchero per i diabetici.

Dimensioni e portamento: pianta caducifoglia coltivata per i suoi frutti e per l’elevato valore estetico. Caratterizzata da un aspetto imponente, la pianta è rustica e longeva, tanto che esistono esemplari che superano i 500 anni di vita. Molto ornamentale soprattutto in autunno, quando la chioma assume un colore giallo brillante. I frutti, di sapore aspro alla raccolta, possono essere consumati soltanto dopo avere subito un periodo di conservazione, detto ammezzimento, durante il quale si ha la decomposizione dei tannini che rende il frutto morbido e dolce. Il legno è duro, compatto e resistente.

Terreno e irrigazioni: albero adattabile in fatto di terreno, può crescere su suoli argillosi e calcarei, pur prediligendo terreni freschi, profondi, ben drenati e con una buona dotazione di sostanza organica. Rifugge comunque i terreni molto argillosi e pesanti. Una volta affrancato l’albero di sorbo non ha bisogno d’interventi irrigui. Nei primi anni dopo il trapianto è bene invece effettuare delle irrigazioni d’emergenza in caso di siccità.

Temperatura ed esposizione: Il sorbo preferisce climi temperati, ma ha una buona resistenza alle basse temperature invernali ed alle estati calde; vegeta bene in ambienti collinari e montani soleggiati e ventosi, spingendosi in natura fino ad un’altitudine di 900 m.