L’acero minore, noto anche come acero trilobo, cestuccio, acero spino, acero di Montpellier, è una specie diffusa nelle aree submontane dei paesi del Mediterraneo quale specie resistente alla siccitàche vegeta nei boschi termomesofili di latifoglie. Nel nostro Paese è diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali, isole comprese, e cresce allo stato spontaneo fino ad un’altitudine di 700-800 m, mentre al nord è presente in Liguria e nelle zone del Lago di Garda.
Il termine “Acer” deriva dal latino, citato da Plinio ed Ovidio. Questo nome dovrebbe derivare da acer acris: a punta, pungente, sia per la forma appuntita delle foglie che per l’uso del suo legno, flessibile e resistente, per fabbricare lance.
Dimensioni e portamento: albero di modeste dimensioni, fino ad una decina di metri, con fusto sovente contorto e chioma che tende ad espandersi. Le foglie, come in tutti gli aceri, sono opposte lungo i rametti, piuttosto piccole (5-8 cm), con la tipica forma a 3 lobi con bordo non smarginato. I frutti sono delle samare accoppiate, poco divaricate, simili a quelle dei soggetti dello stesso genere che vegetano nelle fasce vegetazionali più calde.
Temperatura ed esposizione: come detto l’acero minore predilige climi temperati caldi, ma si sviluppa bene anche negli ambienti temperati caratterizzati da inverni non eccessivamente rigidi, soprattutto se in esposizioni soleggiate.
Terreno: è pianta adattabile, che riesce a vegetare anche su terreni rocciosi, calcarei, sassosi ed anche argillosi; predilige esposizioni i suoli sciolti, freschi e ben drenati, mentre non gradisce quelli troppo compatti se soggetti a ristagni idrici.